La Comunità di Este

Venerdì 31 dicembre 2010 // Veneto

Suore Domenicane della beata Imelda Comunità di Este via Principe Umberto, 59/1 35042 Este (PD)

Data di apertura della casa religiosa: (I) 19 marzo 1923(II) 11 ottobre 1998

Attuale impegno:

La Comunità imeldina inserita a Este nella Parrocchia e nel Santuario di Santa Maria delle Grazie è legata alla storia delle origini della Congregazione testimoniata anche dalle numerose e preziose lettere del Fondatore alle suore della Comunità. La presenza imeldina ha qui avuto due fasi, la prima dal 1923 al 1995 e la seconda a partire dal 1998. Le suore hanno cercato di rispondere alle esigenze educative e pastorali della comunità cristiana e del territorio, prima soprattutto attraverso l’educazione dei bambini della scuola materna, poi, dal 1998, mediante l’Insegnamento della Religione cattolica nella scuola statale e la pastorale giovanile e parrocchiale. Attualmente le suore collaborano pastorale parrocchiale e nell’animazione delle varie celebrazioni del Santuario mariano.

Un po’ di storia…

Durante l’anno 1922 l’arciprete di S. Maria delle Grazie di Este, don Carlo Riva, si era visto dotare la parrocchia di un nuovissimo asilo fatto costruire da un insigne benefattore. Mancando le Suore da mettere nell’asilo cominciò a cercarle. A tale scopo il 30 ottobre 1922 si portò a Venezia cominciando un giro fin dal mattino. Per caso entrò nella Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo mentre si svolgeva la vestizione delle prime 10 suore Imeldine, religiose impegnate nell’opera degli Asili. Proprio quelle che cercava. Il mattino seguente don Carlo Riva andò a bussare alla porta dell’abitazione in cui vivevano le Suore situata in Calle Muazzo per esporre la sua richiesta. Queste, comprensibilmente impacciate, lo inviarono al Parroco e Fondatore padre Lorgna Questi, sentito di che si trattava e invaghito dal pensiero di aprire la prima filiale in un celebre luogo domenicano qual era il convento e la chiesa di S. Maria delle Grazie di Este, per di più parrocchia dell’eroe Guido Negri, detto il Capitano Santo Terziario domenicano, decise di andare insieme e subito a parlarne col Patriarca. La cosa piacque tanto al Cardinale La Fontaine responsabile canonico delle religiose da decidere seduta state l’apertura della prima casa filiale delle Suore Domenicane della B. Imelda, stabilendo persino la data d’ingresso, cioè il 19 marzo 1923 festa di S. Giuseppe. Padre Lorgna comunicò alla Madre Boscolo e alle figlie la decisione presa dal Patriarca, che era il loro superiore, al quale dovevano ossequio e obbedienza.

Senza indugio vennero iniziate le solite pratiche: visita del luogo, trattato e firma della convenzione, sua approvazione da parte dell’Ordinario di Venezia, quindi nulla osta rilasciato sia dal Patriarca sia dal Vescovo di Padova dal quale dipendeva la parrocchia di Este. Contemporanea fu la scelta delle Suore per formare la comunità da inviare. Tutti quei passi furono fatti d’intesa comune da Padre Lorgna, da Madre Caterina Boscolo e da Mons. Giovanni Jeremich per conto della Congregazione delle Suore Imeldine; per conto invece della parrocchia di Este dal titolare don Carlo Riva e da un apposito comitato. L’arciprete di S. Maria delle Grazie, forse su suggerimento di padre Lorgna ma di certo con l’interessamento del Provinciale p. Enrico Brianza, pensò di chiedere alla Santa Sede il titolo di Basilica a quel santuario mariano e domenicano, possedendo le condizioni previste dalle leggi ecclesiastiche. Verso la fine del 1922 si recò a Roma per perorare la causa. Avvicinandosi la data per la fondazione di Este padre Lorgna d’intesa con Madre Boscolo e Mons. Jeremich e con l’approvazione del Patriarca fece la scelta delle Suore da inviare. Nominò superiora Sr. Domenica Roberti, di 29 anni, da formare; assegnò all’asilo Sr. Rosaria Vangeri, di 27 anni; al laboratorio Sr. Giovannina Marchetto. La vigilia dell’inaugurazione dell’asilo, domenica 18 marzo 1923, al mattino il Padre celebrò la S. Messa nella cappella di Calle Muazzo tenne un appropriato discorso. Le suore designate partirono al pomeriggio, accompagnate dalla Madre Boscolo e da p. Lorgna. Al loro arrivo a Este furono festosamente accolte dalla popolazione. Il 19 marzo, giorno di S. Giuseppe, al mattino in chiesa Mons. Todeschini, Vicario delle religiose di Padova, presentava ufficialmente le Suore Imeldine al popolo di Este; in serata nel teatrino del patronato, padre Lorgna rievocava, commosso, la storia dell’Opera fin dal suo mizio. La casa di Este era il primo frutto di tanto amore e di tanti sacrifici.

Il clima di quella consolante giornata fu allietato anche da due messaggi. L’uno spedito dal Maestro Generale p. Theissling e indirizzato alle "Terziarie Domenicane Imeldine": in esso diceva di mandare la benedizione augurale per la fondazione della nuova casa di Este nel nostro antico convento, nel giorno del Patriarca San Giuseppe, e nel ricordo del Capitano Negri onore e vanto del Terz’Ordine Domenicano. L’altro del Provinciale p. Brianza, il quale esordiva così: "La nuova fondazione che le dilettissime Figlie stanno per inaugurare, è anche per la Provincia nostra un caro argomento di grande e sentito giubilo... Vadano dunque filialmente fidenti, le buone Sorelle; basterà che si propongano efficacemente di mantenere sempre viva nel cuore la fiamma Eucaristica, che è composta di tutte quelle virtù che brillarono per noi in Gesù: Amore di Dio, umiltà, obbedienza, carità al prossimo, dolcezza, pazienza, disprezzo del mondo, mortificazione, povertà”. Con queste parole il Superiore Maggiore scolpiva a lettere indelebili il programma della vita imeldina, confermando così la sublimità dell’idea eucaristica proposta e realizzata dal padre Fondatore. Il Padre rientrava immediatamente a Venezia, lasciando a Este la nuova comunità insieme con la Madre Boscolo. Questa, con una presenza prolungata oltre un mese, aiutò la superiora Sr. Domenica Roberti e le altre figlie ad ambientarsi nella casa, nell’asilo, nella scuola di lavoro, nella parrocchia. Stando a Venezia, il Padre Lorgna cominciò subito a guidare la comunità Imeldina di Este con frequenti lettere di formazione e di consigli. Quando gli era possibile correva a trovarle.

La fondazione di Este poté dirsi perfettamente conclusa soltanto il giorno in cui il Tabernacolo con Gesù Sacramentato veniva collocato sull’altare della cappella delle Suore. Ciò avvenne verso la fine di aprile. Il Padre, avvertito con telegramma della intronizzazione, inviò un messaggio programmatico: (la vostra casa, ora che ha il Tabernacolo) sia un centro eucaristico anche per i bambini, le fanciulle del laboratorio, le giovani cattoliche... un centro ardente di amore Eucaristico”. L’imminente celebrazione del Congresso Eucaristico diocesano, con sede a Este, mise alla prova il dinamismo apostolico delle Suore della B. Imelda chiamate dal Padre a parteciparvi attivamente. Il Padre incominciò presto a indirizzare alla superiora di Este le sue lettere formative, raccolte sotto il nome delle destinatarie Sr. Domenica Roberti, Sr. Imelda Zampiva e Sr. Rosa Quagliardi, succedutesi nel governo della casa.

La storia continuò…