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Sabato 15 gennaio 2011 // Nella famiglia domenicana

E’ stato chiesto a

Sr Edvige Tamburini OP:

"Cosa è per te il carisma domenicano?"

La sua risposta:

Sintetizzerei così: Un rapporto libero tra persone per aiutarsi a pensare insieme, a fare comunione a partire dalla Verità e non dalle opinioni. Non aver paura di nessuna affermazione, di nessuna contrapposizione, ma lasciare che la persona pensi e si esprima, e poter recepire quindi quello che dice di bello, di vero e poterlo discutere e integrare, poterlo ricambiare. Credo che come domenicani dovremmo essere estremamente recettivi e per esserlo dobbiamo ascoltare molto la persona che si ha davanti, per stimarla molto bisogna considerarla persona, per amarla bisogna credere che siamo sorelle. Quando insegnavo ascoltavo allo stesso modo il bambino più disperato e il preside, (anche se devo dire che ultimamente ascoltavo più il bambino, forse proprio per la mia indipendenza). Gli altri sono soggetti di relazione e non di sola ricezione. Gli altri ci insegnano. Non è vero che la gente non pensa. Un giorno ho risposto ad un barbone che stava a casa nostra e che si lamentava che i lavori erano stati fatti male, che la testa la usa chi ce l’ha, e lui ha ribattuto: “Non è vero, la testa ce l’abbiamo tutti è solo che la usiamo in modo diverso”. Credo che dobbiamo recepire di più dagli altri e dire quello che noi pensiamo senza limitare le nostre relazioni ad amici o intellettuali, ma trasmettere con zelo, con gioia e stima degli interlocutori.

(Roma, Incontro USMID, 20 ottobre 2006 )

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