UNA PORTA SBARRATA

Sabato 22 novembre 2014 // La porta

Assieme ad altre Suore partecipavo a una settimana di Missione in una parrocchia dell’Emilia Romagna. Consegnandoci il lungo elenco di visite giornaliere alle famiglie, ci era stato detto chiaramente che alcune persone non ci avrebbero accettato. Portavamo i saluti e la benedizione del loro Parroco e il dono di un crocifisso. Molte famiglie mi avevano accolto con cordialità e gratitudine, ma qualche volta le visite erano brevi, così mi rimase del tempo che pensai di dedicare alle “pecorelle smarrite”. Una di essere era il proprietario di un negozio. Quando mi vide entrare si avvicinò alla cassa e stava per porgermi una moneta.
-  No, grazie! Sono venuta per parlare un minuto con lei…
-  Si può sapere cosa vuole da me? Tutte le mattine passa una Suora o qualche povero, dò l’offerta ed essi subito se ne vanno!
-  Avrà ricevuto la lettera del suo parroco riguardo alla missione che stiamo facendo… Anzi il parroco mi incarica di salutarla e di dire che nella preghiera ogni giorno ricorda tutti i suoi parrocchiani.
-  Io, Suora, non me ne intendo di queste cose, sono anni che non metto piede in chiesa, non conosco né preti né suore, ho ben altro da fare…
-  Anche lei è amato da Dio… (e intanto prendevo dalla borsa il crocifisso che portavamo nelle famiglie. Lui in silenzio cercava di riordinare un cassetto, poi ad un tratto…)
-  Suora, io sono devoto solo a un santo… E’ sant’Antonio (abate), perché io sono una bestia! Con poche parole che Dio mi ispirava, gli dissi che la misericordia di Dio è grande per chi si riconosce peccatore. Con voce rauca mi chiese di lasciargli quel crocifisso che tenevo tra le mani. Qualche anno dopo il parroco mi fece sapere che quel suo parrocchiano era molto ammalato e che lo aveva fatto chiamare per riconciliarsi con Dio.


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