VANGELO SECONDO MATTEO (5, 1-12)

Domenica 17 dicembre 2017 // Nuovo Testamento

VANGELO SECONDO MATTEO (5, 1-12)

LE BEATITUDINI

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Il discorso della montagna, Beato Angelico, Museo San Marco (FI)

Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto,perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.

MEDITIAMO INSIEME

Beati (felici, fortunati) è un termine che ricorre più volte nel Vangelo per indicare alcune situazioni umane conformi all’insegnamento di Gesù. Il Vangelo è “buona notizia”, notizia che dà gioia. Gesù nelle beatitudini parla della gioia anche in modo paradossale, quando c’è una sofferenza la gioia è soprattutto vissuta nella speranza. C’è gioia nelle cose buone della vita, che vengono dal Creatore, c’è gioia nel sentire la presenza di Dio; nel Vangelo la gioia viene offerta soprattutto nei momenti grandi della nascita di Gesù, nella Pasqua e nella Pentecoste. Nelle beatitudini Gesù parla del “regno dei cieli”, che significa tutto ciò che Dio fa per noi. Parla di giustizia, che è mettere ogni cosa al posto giusto, parla di pace… parla anche di persecuzione, perché c’è una parte del mondo che non vuole l’insegnamento di Gesù.