VANGELO SECONDO MATTEO (5, 5-15)

Giovedì 28 dicembre 2017 // Nuovo Testamento

VANGELO SECONDO MATTEO (5, 5-15)

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LA PREGHIERA

E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

MEDITIAMO INSIEME

Gesù sottolinea più volte il valore della preghiera, ci dà anche esempio del suo dialogo con il Padre, ci insegna a pregare nella verità. E’ bene anche memorizzare le parole insegnate da Gesù, ma è soprattutto il loro contenuto a cui dobbiamo fare attenzione. Gesù ci insegna che Dio ascolta la nostra preghiera segreta. Chiediamo anzitutto che Dio regni nella nostra vita, esprimendo così la fede e l’amore. Chiediamo ciò che serve alla vita che Egli ci ha dato. Chiediamo di essere liberati dal male e dal peccato, disposti anche ad offrire il perdono a chi ci ha fatto del male. La preghiera che Gesù ci ha insegnato è coerente con il comandamento dell’amore.