VANGELO SECONDO LUCA (7, 11-17)

Domenica 7 gennaio 2018 // Nuovo Testamento

VANGELO SECONDO LUCA (7, 11-17)

JPEG - 55.5 Kb

Antica litografia

RESURREZIONE A NAIN

In seguito Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

MEDITIAMO INSIEME

Era giusto che quella madre piangesse, ma Gesù con le parole “Non piangere!” esprimeva la sua compassione e annunciava la sua onnipotenza. Molta gente della città era con lei, c’era la solidarietà umana che è già un grande bene sebbene non possa operare miracoli. La divinità di Gesù ha ridato la vita al ragazzo e “tutti furono presi da timore”. Un miracolo è un avvenimento che incute “timore” da non intendere come paura ma come sentimento forte di uno stupore che riconosce una presenza grande e misteriosa davanti a noi: - e glorificavano Dio, dicendo: “Un grande profeta è sorto tra noi” e “Dio ha visitato il suo popolo”.