VANGELO SECONDO LUCA (10, 25-37)

Giovedì 18 gennaio 2018 // Nuovo Testamento

PARABOLA DEL BUON SAMARITANO

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VANGELO SECONDO LUCA (10, 25-37)

Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

MEDITIAMO INSIEME

Gesù ci invita a farci “prossimo” di quanti ci sono vicini nella vita e in particolare per quanti sono nella sofferenza. Il sacerdote e il levita che non si fermano a soccorrere l’uomo “mezzo morto” forse avevano qualche giustificazione, ma Gesù certamente non li approva. Nel racconto di Gesù l’uomo che si ferma è un Samaritano, straniero per gli ebrei. Egli compie quanto gli è possibile e lo affida poi all’albergo, che possiamo considerare come l’istituzione del tempo. Ci è chiesto di amare anche noi stessi, di avere cura dei doni che Dio ci ha dato, ma ci viene detto anche: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Non è sempre facile, nelle varie circostanze abbiamo bisogno di capire e di ricordare le parole di Gesù.