VANGELO SECONDO MATTEO (18,1-6 e 19, 13-15)

Mercoledì 28 febbraio 2018 // Nuovo Testamento

VANGELO SECONDO MATTEO (18,1-6 e 19, 13-15)

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Christian Vogel (1788-1868) Palazzo Pitti, Firenze

GESU’ E I BAMBINI

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare.

Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

MEDITIAMO INSIEME

I discepoli sono interessati all’onore dei primi posti. Non è questo che Gesù insegna. Egli presenta loro un ideale di vita diverso: quello espresso dal bambino che ascolta, si fida, è semplice, vive l’affetto. L’ideale non è di essere “grandi” ma di essere piccoli davanti a Dio perché questa è la nostra realtà. Gesù ritiene come fatto a se stesso l’aiuto dato a un “piccolo”, a un bambino. Sono le parole più dure del Vangelo quelle con cui Gesù mette in guardia coloro che scandalizzano un bambino. Gesù benedice i bambini e ci fa capire che sono capaci di incontrarlo e di credere in lui.