VANGELO SECONDO GIOVANNI (10, 7-16)

Giovedì 8 marzo 2018 // Nuovo Testamento

VANGELO SECONDO GIOVANNI (10, 7-16)

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Mausoleo di Galla Placidia, Ravenna Mosaico del V sec.

GESU’ BUON PASTORE

Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.

MEDITIAMO INSIEME

Gesù usa immagini simboliche per arrivare a un annuncio eccezionale: “io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Un altro annuncio di Gesù è la sua volontà di dare “la propria vita per le pecore”, egli infatti morirà sulla croce per la salvezza dell’umanità. Il gregge di Gesù è formato da tutti i popoli. Davanti alle continue situazioni di divisione, Gesù propone un ideale di unità e di comunione.