VANGELO SECONDO LUCA (8, 22-25)

Martedì 27 marzo 2018 // Nuovo Testamento

VANGELO SECONDO LUCA (8, 22-25)

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LA TEMPESTA SUL LAGO

E avvenne che, uno di quei giorni, Gesù salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». E presero il largo. Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Una tempesta di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Si accostarono a lui e lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ed egli, destatosi, minacciò il vento e le acque in tempesta: si calmarono e ci fu bonaccia. Allora disse loro: «Dov’è la vostra fede?». Essi, impauriti e stupiti, dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli obbediscono?».

MEDITIAMO INSIEME

Dio, Signore dell’universo, ha stabilito delle leggi che la natura segue. Gesù manifesta la sua divinità anche con il potere sulla natura. I suoi miracoli sono per la salvezza dal male fisico ma soprattutto per aiutare la fede dei discepoli e del popolo. Spesso Gesù per operare un miracolo chiede in precedenza la fede a quanti lo invocano. Forse in questa circostanza della tempesta sul lago la presenza di Gesù avrebbe dovuto rassicurare i discepoli, ma Gesù “dormiva”. Talvolta può accadere anche a noi di pensare che Gesù “dorme”, ma lui ci richiama alla fede.