VANGELO SECONDO MATTEO (16, 13-20)

Mercoledì 28 marzo 2018 // Nuovo Testamento

VANGELO SECONDO MATTEO (16, 13-20)

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Duccio di Buoninsegna (1308)

IL PRIMATO DI PIETRO

Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

MEDITIAMO INSIEME

“Figlio dell’uomo” è il titolo che Gesù usò più volte per se stesso, attirando l’attenzione sull’umiltà della sua incarnazione ma anche con un misterioso riferimento alla sua divinità. Pietro risponde con chiarezza alla domanda di Gesù, ma lo fa per una ispirazione divina. Anche a noi può essere rivolta questa domanda di Gesù: “Chi dici che io sia?”. Per rispondere anche noi abbiamo bisogno di invocare la grazia di Dio e la sua luce che illumina lo spirito. A Pietro, nonostante sia un uomo debole e peccatore, Gesù riserva un posto particolare nella Chiesa, con il compito di guidare e “confermare” i fratelli.