VANGELO SECONDO MATTEO (21, 1-11)

Domenica 13 maggio 2018 // Nuovo Testamento

VANGELO SECONDO MATTEO (21, 1-11)

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INGRESSO A GERUSALEMME

1Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, 2dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. 3E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». 4Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:5Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma.6 I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: 7condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. 8La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. 9La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava:«Osanna al figlio di Davide!Benedetto colui che viene nel nome del Signore!Osanna nel più alto dei cieli!». 10Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». 11E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

MEDITIAMO INSIEME

Nel compiere questo gesto che rivela il carattere umile e pacifico del Regno messianico, Gesù ha realizzato in sé alcune parole profetiche che erano contenute nella Sacra Scrittura. La folla compie in suo onore gesti tradizionali e ripete parole che esistevano nei salmi e negli scritti dei profeti. La gente riconosceva che Gesù era “profeta”, uno che parlava in nome di Dio, e come tale lo onorava, ma la sua provenienza e il suo atteggiamento non era quello che i capi della città si aspettavano.