VANGELO SECONDO MARCO (11, 15-19)

Sabato 9 giugno 2018 // Nuovo Testamento

VANGELO SECONDO MARCO (11, 15-19)

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Giotto 1307 Cappella degli Scrovegni, Padova

GESU’ SCACCIA I VENDITORI NEL TEMPIO

15Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe 16e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. 17E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». 18Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. 19Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.

MEDITIAMO INSIEME

Questo inconsueto gesto di Gesù non era un gesto di violenza, ma erano gesti e parole che volevano scuotere e riportare le cose al posto giusto. L’onore di Dio e l’esigenza umana chiedono luoghi riservati alla preghiera e dignitosi, come richiamo alla dimensione dello spirito. Gesù certamente non disprezza il lavoro umano, che ci rende partecipi della meravigliosa opera della creazione, ma egli non approva l’avidità e la disonestà nel lavoro. I capi responsabili del tempio non hanno accettato l’autorità di Gesù. Non sapevano riconoscere in se stessi una necessità di conversione.