La porta

Aprire la porta a Dio e al prossimo, questa è la vera strada che porta alla vera vita

“Aprite le porte a Cristo!” diceva Giovanni Paolo II al popolo cristiano. In seguito abbiamo sentito più volte ripetere le parole “Aprire la porta la Signore” per indicare lo specifico compito delle donne nel cammino della Chiesa. Gesto umile e semplice questo aprire la porta, ma talmente importante che, se la porta rimane chiusa, non possiamo incontrare Gesù che dice: “Sto alla porta e busso” (Ap 3,20). Bisogna passare dall’immagine simbolica del semplice gesto di aprire una porta a ciò che esso qui vuole significare. Il significato va molto oltre al gesto materiale, è un insieme di attenzioni, di atteggiamenti spirituali, di cui ogni essere umano è capace, ma in cui la donna sembra avere il primo posto, per dono di natura. Benedetto XVI ha scritto: “La Chiesa, nella sua struttura giuridica, è fondata su Pietro e gli Undici, ma nella forma concreta della vita ecclesiale sono sempre di nuovo le donne ad aprire la porta al Signore, ad accompagnarlo fin sotto la croce e a poterlo così incontrare anche quale risorto” (Gesù di Nazaret -2°vol. – pag. 292). Aprire la porta a Dio, nostro Padre e Salvatore, implica poi aprire la porta al “prossimo”.
-  Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato?
-  Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. (Mt 25, 40) Quindi “aprire la porta” a Dio e al prossimo, questa è la vera strada che porta alla vera vita.

In questo ultimo anno di preparazione al Giubileo Domenicano, anno 2015 dedicato nella Chiesa alla Vita Consacrata, ospiteremo testimonianze di persone che hanno vissuto la gioia di “aprire la porta al Signore”.

Invitiamo tutti a collaborare nella raccolta di testimonianze, e un anticipato grazie a tutti!

Ultimi articoli

COM’È STATA FORTUNATA LA BEATA IMELDA!

Sabato 4 aprile 2015 // La porta

Noi Suore raccontiamo spesso la storia di Imelda Lambertini, patrona dei bambini della Prima Comunione perché vissuta e morta di amore per Gesù Eucaristia. Siamo sempre un po’ preoccupate per far capire nel modo migliore il mistero di questa “morte d’amore”. Ma alle volte l’intuito dei bambini per le cose dello spirito ci sorprende. Era arrivata nella chiesa di S. Sigismondo a Bologna una scolaresca con le catechiste e alcuni genitori. Davanti all’urna della B. Imelda avevo cercato di far conoscere (...) Leggi il seguito

POSSIAMO VENIRE AL CATECHISMO?!

Sabato 28 marzo 2015 // La porta

Una donna catechista: Annalisa è proprio contenta di esserlo! Quando il parroco le chiese se poteva e se voleva fare catechismo a un gruppo di bambini di seconda elementare, il suo stupore fu così grande che iniziò a balbettare, si prese un giorno di tempo e l’indomani rispose di sì. Ben presto si rese conto che il catechismo, che di certo non faceva parte dei suoi progetti, era invece nei piani che Dio aveva su di lei. Settimana per settimana, oltre all’incontro ben preparato, c’era sempre (...) Leggi il seguito

VESTITI PER I POVERI

Sabato 21 marzo 2015 // La porta

Il parroco di una delle sterminate periferie di Parigi, incaricò un giorno la scrittrice Madeleine Delbrel, sua buona parrocchiana, di portare un pacco di vestiti ad una poverissima famiglia di non credenti. Madeleine prese il pacchetto e si recò all’indirizzo che le aveva dato il parroco. Salì i cinque piani del freddo casermone di cemento e consegnò il pacco alla donna dall’aria sciupata con un bambino accanto, che era venuta ad aprire la porta. La donna ringraziò e Madeleine riprese le scale. (...) Leggi il seguito

UN SORRISO ALL’AURORA

Sabato 14 marzo 2015 // La porta

Una toccante testimonianza di Raoul Follereau. Si trovava in un lebbrosario di un’isola del Pacifico. Un incubo di orrore. Eppure, in mezzo a tanta devastazione, un anziano malato conservava occhi luminosi e sorridenti. Soffriva nel corpo, come i suoi infelici compagni, ma dimostrava attaccamento alla vita, non disperazione, e dolcezza nel trattare gli altri. Incuriosito da quel vero miracolo di vita nell’inferno del lebbrosario, Follereau volle cercarne la spiegazione: che cosa mai poteva (...) Leggi il seguito

NON SONO IN VENDITA

Sabato 7 marzo 2015 // La porta

Una giovane coppia entrò nel più bel negozio di giocattoli della città. L’uomo e la donna guardarono a lungo i colorati giocattoli allineati sugli scaffali, appesi al soffitto, in lieto disordine sui banconi. C’erano bambole che piangevano e ridevano, giochi elettronici, cucine in miniatura che cuocevano torte e pizze. Non riuscivano a prendere una decisione. Si avvicinò a loro una graziosa commessa. “Vede”, spiegò la donna, “noi abbiamo una bambina molto piccola, ma siamo fuori casa tutto il giorno (...) Leggi il seguito

NON AVEVANO UNA CASA

Sabato 28 febbraio 2015 // La porta

Sorella Romi, una infermiera di Campo Grande in Brasile, era pastora nella tradizione pentecostale. Una domenica sera, nel quartiere in cui viveva Romi, tutta sola nella sua baracca, una ragazza indigena di sedici anni aveva dato alla luce un bimbo. Fu trovata stesa sul pavimento che perdeva sangue. Sorella Romi la portò all’ospedale. Furono fatte delle ricerche – dov’era la famiglia di Semei? La trovarono, ma i famigliari non vollero curarsene. Semei e il suo bambino non avevano una casa dove (...) Leggi il seguito

IL PIU’ POVERO

Sabato 21 febbraio 2015 // La porta

C’era un villaggio, molto tempo fa, i cui abitanti erano molto poveri. L’inverno da quelle parti era terribile e tutti erano preoccupati per un povero vecchio che avrebbe certamente sofferto molto: non aveva nulla da coprirsi se non qualche straccio. Gli sarebbe servito un maglione. Ma nessuno in quel villaggio ne possedeva due e nessuno aveva il denaro per aiutarlo. Alla fine una donna ebbe un’idea. “Se ogni persona del villaggio toglie un filo da suo maglione, riusciremo ad avere abbastanza (...) Leggi il seguito

FAI DEL BENE E LASCIA DIRE

Sabato 14 febbraio 2015 // La porta

La nostra mamma è stata un’educatrice eccezionale, con l’esempio e con le parole. Aveva perfino pensato di appendere ad alcune pareti della nostra casa tre frasi a cui forse noi ragazzi facevamo poco caso ma che adesso, da adulti, ritroviamo fissati nella nostra mente e che in vari momenti hanno tracciato il nostro percorso umano e cristiano. Ama Dio e non fallire fai del bene e lascia dire. Non far del bene se non hai coraggio di sopportare l’ingratitudine. La donna bella è un gioiello la (...) Leggi il seguito

FALLO PER ME!

Sabato 7 febbraio 2015 // La porta

Mia mamma, vedova con 5 figli, fu costretta a mettere me e mio fratello in due diversi collegi. Ci ha però sempre seguito con tanto affetto. Cresciuto, ho imparato l’arte del tipografo e mi sono sposato. Mamma Fernanda ci è stata sempre vicino, ma venne anche il momento di separarci e lei, morendo, ha voluto farmi il suo ultimo regalo. Erano 40 anni che fumavo due pacchetti di sigarette al giorno, fumavo molto e non riuscivo a smettere. Il 28 febbraio 2005, giorno della sua sepoltura, io con (...) Leggi il seguito

SCINTILLE NELLE MANI DI DIO

Sabato 31 gennaio 2015 // La porta

Pochi di noi conoscono il martirio di Sr. Imelda Serebrenikova, giovane monaca domenicana morta in Russia verso l’anno 1930. Portava il nome religioso della beata Imelda Lambertini. Di lei si hanno notizie da recenti ricerche storiche, rese possibili dopo la fine del regime comunista in Russia. Imelda Serebrenikova faceva parte di un monastero cattolico di Mosca, la cui fondatrice era Sr. Caterina Abrikosova, terziaria domenicana di rito orientale. Di quella comunità fu scritto: “Le Monache (...) Leggi il seguito

Pagine 1 | 2 | 3