Lo stemma della Congregazione

La stella

Il Segno e il suo significato

La Stella Polare, o Stella ad otto cuspidi, è un’interessante presenza simbolica che troviamo in contesti religiosi e architettonici diversi. In ambito cristiano, scorgiamo lo stesso simbolo in riferimento ai Re Magi che, secondo la tradizione tramandata dai Vangeli, vennero da Oriente per adorare il Signore, appena nato, seguendo una stella. La Stella Polare in seguito è divenuta anche un attributo mariano. La troviamo rappresentata più frequentemente sul suo capo, oppure sul manto ed indicano la verginità di Maria Santissima prima, durante e dopo il parto. La stella, per la tradizione domenicana, è simbolo di predestinazione e segno personale di San Domenico, poiché si narra che, nel giorno del battesimo, sua madre vide risplendere sulla fronte del Santo una fulgida stella. La stella brilla nella notte e per questo è simbolo di orientamento. Nella vocazione domenicana indica, oltre la capacità di saper indirizzare tutta la propria vita verso Cristo, anche la missione di saperlo indicare agli altri con la parola e la vita.

Lo scudo

Il Segno e il suo significato

Lo scudo in epoca antica era parte dell’armatura: proteggeva il guerriero dai colpi che in battaglia potevano causargli la morte. In ambito cristiano è simbolo di difesa e di protezione nella lotta contro il male. La difesa della Verità è lo “scudo” ossia la sostanza del progetto di S. Domenico: è il modo domenicano di amare Dio. Il motto Veritas, racchiude il programma della vita domenicana, tutta la sua ragione di essere, tutta la sua storia. Verità amata, studiata, contemplata, vissuta, predicata e difesa.

Il colore bianco e nero

Il Segno e il suo significato

Il nero è la negazione del colore. Rappresenta il limite assoluto oltre il quale non c’è più nulla. E il "no", in opposizione al "sì" del bianco. Il bianco è la pagina vergine sulla quale si può ancora scrivere la storia, il nero è la conclusione definitiva. Il nero ed il bianco sono i due estremi, l’alfa e l’omega, l’inizio e la fine. Il bianco per il domenicano è segno, simbolo di purezza e di castità, mentre il nero, di rinuncia e di penitenza. Oltre che nello stemma, bianco e nero sono presenti anche nell’abito religioso dei Domenicani.

La croce

Il Segno e il suo significato

La croce, per i cristiani, è il simbolo della memoria del sacrificio di Gesù, della sua passione, morte e risurrezione. Essa è però anche un monito dell’invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza. Dato che per i cristiani crocifissione e risurrezione sono inseparabili, la croce è principalmente un simbolo di speranza, il simbolo della salvezza per ogni uomo che accoglie Cristo. La croce gigliata che troviamo nello stemma domenicano soppiantò a poco a poco, in epoca recente, l’antico stemma con la cappa.

La particola e il calice

Il segno e il suo significato

Particola e calice sono chiaro riferimento all’Eucaristia. Gesù, nel pane e nel vino consacrati, ci lascia il suo dono d’amore, l’offerta della sua vita per la salvezza del mondo. Nel mistero eucaristico c’è per ogni cristiano il mandato a dare gratuitamente a farsi pane spezzato per la fame di ogni fratello. Nel nostro stemma calice e particola sono collocati al centro ad indicare che questo mistero d’amore deve illuminare tutta la nostra vita e missione.

Il motto “Laudare benedicere praedicare”

Suo significato

Queste parole furono tratte dal "Prefazio mariano" per essere adottate come motto dell’ordine nel 1656. Fu aggiunto solo verso la fine del XIX secolo, quando prese il posto della scritta Veritas, che precedentemente si apponeva al di sopra dello stemma. Laudare, Benedicere et Praedicare, indica per ogni domenicano uno stile di vita che prevede tempi di contemplazione, di contatto amorevole con Dio, Padre di tutti, per lodarLo, riconoscendo l’immensità della Sua grandezza, per ringraziarLo, riconoscendo la Sua incommensurabile misericordia. Questo lodare e benedire fanno scaturire la gioia nel cuore perché fanno intravedere la bontà di Dio. La gioia sperimentata porta a condividerla, predicandola con la parola e con la vita, affinché altri ne partecipino.

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